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“Fare le cose vecchie in modo nuovo” (J. A. SCHUMPETER)

Il XXVII Congresso Nazionale della Società Italiana di Cure Palliative si terrà in forma on line a causa delle incertezze provocate dalla pandemia COVID-19, che ad oggi sconsigliano fortemente la realizzazione di eventi on site con presenza di un alto numero di partecipanti.

SICP ha voluto raccogliere la sfida di realizzare un evento virtuale che permetta di proseguire l’aggiornamento formativo dei suoi soci e di altri professionisti impegnati nelle Cure Palliative e di mantenere il regolare funzionamento societario svolgendo  online l’Assemblea e le votazioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo.

La pandemia in atto  sta cambiando molti aspetti della vita personale, professionale e sociale. Nelle zone ove il coronavirus ha colpito più duramente, le Cure Palliative sono state intensamente impegnate nella cura dei malati COVID-19, praticando inconsuete modalità di cura e assistenza.

È pertanto inevitabile che nel programma del congresso virtuale il file rouge precedentemente previsto (“Le future cure palliative 4.0”.) sia affiancato dal nuovo tema “Cure Palliative e COVID-19” allo scopo di approfondire quanto fatto dalle Cure Palliative sotto il profilo clinico-assistenziale, organizzativo e di comunicazione-relazione. Le esperienze fatte dai palliativisti italiani sono e saranno molto preziose per chi non ha dovuto confrontarsi con una malattia così impattante su malati, famiglie, istituzioni sanitarie e comunità. Sono pertanto esperienze acquisite sul campo che è doveroso diffondere, approfondire e su cui occorre aprire una riflessione profonda e corale.

Il fil-rouge “Le future Cure Palliative 4.0” rappresenterà comunque la parte prevalente del programma, anche perché il tema del futuro delle Cure Palliative è stato reso ancor più attuale e cogente dalla pandemia, che ha messo in evidenza la necessità di continuare a immaginare, progettare, sviluppare modelli di cura, presidi di assistenza, paradigmi sociosanitari appropriati a fronteggiare gli anni futuri che si prevedono con alte incertezze economiche. Un futuro che si immaginava chiamato ad assolvere quasi solamente alle necessità di assistenza caratterizzate da un elevato numero di pazienti anziani, in condizioni di comorbidità, in trattamento con cure che modificano le traiettorie di malattia. Un futuro che, invece, ora associa anche la previsione di fronteggiare dal punto di vista palliativo anche crisi umanitarie legate non solo a pandemie. Di fondo rimane la lucida consapevolezza che la risposta alle reali necessità di Cure Palliative è ben lontana da soddisfare i nutriti bisogni che si stanno delineando in incremento negli anni a venire.

Si tratta quindi di un futuro da immaginare, come dei visionari fortemente votati ad un sano pragmatismo, la struttura del nostro futuro.

Per questo servono esperienze, desideri, sogni, creatività, metodo, prospettiva e tanto realismo.

Le Cure Palliative italiane si trovano di fatto in fasi di “sliding doors”, di momenti topici e la sensazione è quella di essere testimoni del passato e di avere contemporaneamente la responsabilità delle scelte che genereranno il futuro. Tutti i professionisti che operano in Cure Palliative in Italia oggi si trovano a porsi questa domanda “Cosa vogliamo che succeda?”

Quindi, il tema del futuro delle Cure Palliative intende dare una spinta verso l’innovazione, verso la progettazione, la nuova formazione, le nuove relazioni che ci dobbiamo immaginare.

Nel titolo del fil-rouge compare poi un numerino: 4.0. Di cosa si compone uno scenario Cure Palliative 4.0? Non solo il processo di cure, che è già stato ampiamente delineato e va sostenuto, quanto l’integrarsi fra coloro che fanno parte di uno scenario in un sistema ampio di cui anche il ciberspazio faccia parte; lavorare a un nuovo sistema di trasparenza dei dati, di gestione dei big data, di interoperabilità fra i settori; la capacità di delineare processi decisionali decentrati, sviluppare percorsi di health literacy e di empowerment per cittadini, professionisti, malati e famigliari; infine implementare le tipologie di e-tecnology ad oggi disponibili e quelle futuribili.

Il tema del futuro sarà pertanto approfondito sul piano clinico, terapeutico, assistenziale, psicologico, sociale, bioetico, deontologico, giuridico e sociologico con il contributo dei relatori e dei partecipanti al “XXVII Congresso Nazionale”, che ci auguriamo numerosi e animati da un forte spirito di contribuire alla riuscita di questo fondamentale evento scientifico per nostra società attuato nell’inedita forma virtuale.

Vi aspettiamo numerosi on line in attesa di rivederci di persona!

 

10 maggio 2020


Italo Penco
Presidente del Congresso


Luciano Orsi
Coordinatore del Board Scientifico